LA FAMIGLIA TRINCHITELLA
UNA GENERAZIONE CHE CONTINUA
La famiglia Trinchitella affonda le sue radici nella grande tradizione dei musicisti lucani itineranti, artisti che agli inizi dell’Ottocento portarono la magia dell’arpa viggianese e del violino dalle piazze della Basilicata fino ai teatri e alle strade del mondo. Con il loro talento e la loro passione, i Trinchitella hanno attraversato mari e confini, arrivando persino al Metropolitan di New York e all’Opéra di Parigi, diventando ambasciatori di una musica capace di unire culture e generazioni.
La storia dei Trinchitella è una melodia che attraversa il tempo. Tutto ebbe origine con Rosamaria Leone, donna forte e sensibile, faceva parte di una famiglia di musicisti e costruttori di arpe, madre della mia trisnonna, da cui nacque una linea di vita e di musica destinata a durare. Sua figlia sposò Paolo Trinchitella, violinista e musicante, e da quell’unione nacque il mio bisnonno Giuseppe Trinchitella, erede di una passione che avrebbe continuato a vibrare nel tempo. Da Giuseppe Trinchitella nacque mia nonna Rosamaria, che come i suoi antenati amava cantare e suonare, mantenendo viva la tradizione musicale di famiglia. Il nome Rosamaria attraversa le generazioni come un filo luminoso: da Rosamaria Leone alla mia nonna Rosamaria, fino a mio padre, che cantava e suonava e a me, che oggi continuo quel cammino artistico, tra memoria e bellezza.
Con i miei fratelli, Salvatore e Roberto, abbiamo formato il gruppo The Music Family, con cui abbiamo suonato in Basilicata e in molte altre regioni, condividendo l’amore per la musica e le nostre radici. È con loro che ho mosso i primi passi, e ho imparato a vivere la musica come linguaggio di unione e libertà, un’eredità che ancora oggi porto dentro di me.
Una genealogia fatta di musica, di viaggi e di nomi che tornano come note di una stessa canzone.
LA FAMIGLIA TRINCHITELLA
IL VIOLINO RITROVATO
Custodito per generazioni e tornato oggi a nuova vita, il violino della famiglia Trinchitella, risalente agli inizi dell’Ottocento, è più di uno strumento: è una testimonianza viva di una storia fatta di musica, viaggi e memoria.
Le sue corde raccontano l’eco dei musicanti che, partiti dalla Basilicata in quel periodo, portarono nel mondo la loro arte, suonando nelle piazze, nei teatri e nei salotti d’Europa.
Il recente restauro non è stato solo un intervento tecnico, ma un gesto d’amore verso un’eredità che resiste nel tempo. Ogni segno del legno, ogni imperfezione, conserva la voce di chi lo ha suonato e tramanda il suono autentico di una tradizione che ancora parla al cuore.
Oggi il violino Trinchitella torna a vibrare come simbolo di continuità, di radici e di bellezza: la musica di ieri che dialoga con quella di oggi.
Una storia che non si è mai spenta e che continua a risuonare in me.